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MICHELE DIPACE

- INTERVISTATO DA ANTONIO PICCOLO - RIPRESE DI MICHELE IODICE

"Prima dell'intervista ho cercato di raccogliere tante informazioni su Michele. Lui adesso è presidente ed allenatore dell'Athletic Team Barletta. Loro si allenano sulla stessa pista dove mi alleno io. In tanti mi avevano parlato di lui in passato, ma leggere il suo palmares e parlare di persona con lui mi hanno fatto apprezzare ancora di più questa icona dello sport non solo barlettano ma italiano.

Dialogando con lui ho compreso che per avere successo in questo sport bisogna soprattutto amarlo. Penso che Michele non sia solo un atleta ma anche, e direi soprattutto, un educatore.

Grazie Michele.

Antonio Piccolo"

-se non visualizzi il video clicca quì-

 

CURRICULUM AGONISTICO:

Nato a Barletta il 25/5/1960

SPECIALITA' PRATICATE E P.B.:

  • 100: 10"2

  • 200: 20"8

  • 400: 48"7

PRESENZE IN AZZURRO: 7

Curruculum:

La carriera di atleta di Michele Dipace è iniziata nel 1975, all'età di 15 anni, quando, per caso, spinto dal suo fratello minore, Luigi, ha partecipato alla gara su 80 metri denominata "il ragazzo più veloce di Barletta", che si è svolta sulla pista dello stadio Comunale della città. La sua vittoria ,così evidente sugli altri concorrenti, ha avvicinato molti allenatori al ragazzo, tecnici della società AVIS Barletta, società abbastanza in voga in quegli anni. L'adolescente Michele Dipace ha fatto atletica nei suoi primi anni solo occasionalmente, gareggiando e vincendo, comunque, tutte le gare più importanti. Allenandosi quasi esclusivamente da solo ( perchè non credeva molto nell'ausilio dei tecnici allora in attività a Barletta) è giunto ad affermarsi in campo nazionale e ad essere notato dal Prof. Carlo Vittori, grande Tecnico della velocità a livello internazionale, famoso anche per essere stato l'artefice della carriera mondiale del primatista barlettano Pietro Mennea. Il Prof. Vittori ha spesso convocato Michele al Centro di allenamento della nazionale a Formia, allenandolo insieme a Pietro Mennea, suo concittadino. Ormai nel "giro dell'Atletica che conta", Michele Dipace, nell'Inverno del 1982 vince il suo primo Campionato Italiano Indoor sui 200 metri, lasciandosi alle spalle nomi allora più blasonati quali Caravani, Bongiorni, etc. Nella stessa Stagione Invernale partecipa ai Campionati Europei Indoor (a Milano) sulla stessa distanza e, contro ogni pronostico, giunge in finale e non solo, arriva sul gradino più basso del podio: é Medaglia di Bronzo ai Campionati Europei, davanti a lui il tedesco Skhamral (allora primatista mondiale indoor) e il fortissimo ungherese Nagy. E' convocato sistematicamente nella Nazionale Italiana a difendere i colori azzurri in vari scontri internazionali, va anche in ritiro con la Nazionale in Senegal (Africa), entra di diritto fra coloro che si preparano per i Campionati del mondo di Helsinky nel 1983, ma la favola s'interrompe. Da una brusca frenata durante la staffetta 4×100, in cui ha rappresentato l'Italia contro la Francia e la Spagna, si è creata dapprima una tallonite al piede sinistro e poi successiva borsite che, curata male, con infiltrazioni di cortisone, dagli allora frettolosi ed inesperti medici della nazionale, presso il Centro Federale di Formia, ha provocato successivamente la rottura totale del tendine di Achille, ormai logorato dai cristallini di cortisone. Si sottopone ad una ricostruzione plastica del tendine effettuata dal Prof. Boni in quasi cinque ore di intervento, presso la clinica ortopedica di Pavia, e poi la lunga convalescenza. Da questo infortunio nessun atleta italiano fino ad allora era riuscito a riemergere. Dopo un anno dall'intervento chirurgico, con una intensa e personale riabilitazione, Michele Dipace è tornato alle sue gare con tempi molto incoraggianti, ma, nel momento decisivo in cui bisognava correre veloce in gara, altri problemi di compensazione hanno infiammato ginocchia e tendini. Dopo aver riprovato più volte ha capito di non poter più aspirare a continuare la carriera internazionale che aveva interrotto, e nel nome del più autentico e grande spirito sportivo si accontenta di correre comunque veloce, anche se non come prima. La sua carriera nella categoria senior finisce a 30 anni, dopo aver comunque corso anche i 100 metri in 10"2, i 400 metri (improvvisati) in 48"7 e dopo aver partecipato con onore a molti altri Campionati Italiani, in cui è riuscito a giungere quarto come miglior piazzamento ed a sfiorare nuovamente la maglia azzurra.   Nel 2001 si è tolto lo sfizio di partecipare ad un campionato italiano Master, nella categoria degli Over 40, guarda caso ha vinto i 200 metri ampiamente e lo stesso ha fatto nel 2008 vincendo sia indoor che open nella stessa distanza, nella categoria over 45.

[fonte athleticteam.it]

 

 

 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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